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Goethe, Johann Wolfgang von

Biography

Johann Wolfgang von Goethe (Francoforte sul Meno, 28 agosto 1749 - Weimar, 22 marzo 1832) fu il più grande poeta tedesco, un esimio scrittore ed un illustre scienziato. Come scrittore, Goethe fu una delle figure paradigmatiche della Letteratura tedesca e del Romanticismo europeo dei secoli diciottesimo e diciannovesimo. Goethe scrisse il Faust e ispirò Darwin con la scoperta delle ossa di premaxilla umana.

Dal padre Johann Kaspar - agiato borghese - ereditò la serietà, la coscienziosità e l'amore per l'ordine sia morale che pratico, mentre dalla madre Katharina Elisabeth Textor, acquisì la socievolezza, la gaiezza e la fantasia. La sua infanzia fu serena, disciplinata e ricca di studio.
Il padre gli fece studiare il disegno, la musica, l'equitazione, la scherma, il tedesco alla perfezione, le lingue antiche e moderne (greco, latino, ebraico, italiano, francese, inglese). Questo periodo felice e spensierato si concluse quando, a quindici anni, il giovane Goethe si vide ingiustamente processato per truffa. La crisi morale che ne derivò portò il ragazzo a scrivere versi sarcastici ed a distruggere parecchi manoscritti per manifestare la propria ribellione.
Nel 1765 andò a Lipsia dove rimase per tre anni, frequentando i corsi di giurisprudenza all'Università della città. Qui il giovane si inserì senza difficoltà nella frivola vita di società, così diversa dalla società conservatrice e patriarcale di Francoforte. La produzione di questo periodo comprese opere convenzionali, formalmente virtuose, ma anche sinceri e dolorosi sfoghi, rivelatori dell'insoddisfazione di fondo che caratterizzò tutto il periodo lipsiese.
Egli scrisse i Neue Lieder (Nuove Canzoni), il Buch Annette (Libro per Annette), e le commedie Die Laune des Verliebten (I capricci dell'innamorato) e Die Mitschuldigen (I correi). Qui, tormentato dall'amore per Käthchen Schönkopf e deluso dal mondo accademico, Goethe si ammalò gravemente, e nel 1768 decise di tornarsene a casa.
Durante i due anni che rimase a Francoforte, grazie alla madre ed all'amica Susanna von Klettenberg, egli aderì al pensiero ed alle pratiche pietistiche che però abbandonò presto per crearsi un cristianesimo ad uso privato. Nel 1770 si trasferì a Strasburgo, dove completò gli studi di giurisprudenza. Guarito e rinnovato nel fisico e nello spirito, manifestò in ogni campo la sua appassionata voglia di vivere, con lunghe passeggiate a piedi ed a cavallo, cordiali relazioni con tutti ed affettuosi sentimenti nei rapporti umani.
Il suo fascino conquistò molte donne, dalle figlie del suo maestro di ballo, a Friederike Brion - figlia del parroco di Sesenheim - alla quale dedicò molte poesie. Fu allo stesso modo ammirato dagli amici, tra i quali Johann Heinrich Jung-Stilling, Richard Wagner e Jakob Michael Reinhold Lenz. In quegli anni conobbe Johann Gottfried Herder, che tanto influenzò la sua formazione, ed imparò a vedere il mondo come un'immensa totalità in cui il fisico e lo spirituale erano indistinguibili. Nel 1771 si stabilì a Francoforte in qualità di avvocato.
Frutto dei lunghi colloqui con Johann Gottfried Herder, fu l'opera meditata e programmatica di quel particolare periodo. Scrisse, infatti, due saggi sull'architettura tedesca Von deutscher Baukunst, e Zum Shakespeare-Tag in omaggio a William Shakespeare. Nell'apparente disordine dell'architettura gotica e dei drammi dello scrittore inglese, Goethe trovò quell'unità tipica del genio e della natura, entrambi fedeli a leggi proprie.
Sempre di quell'anno fu la prima stesura in prosa di Die Geschichte Gottfriedens von Berlichingen mit der eisernen Hand, (Storia di Goffredo di Berlichingen dalla mano di ferro). E' la storia di un cavaliere tedesco costretto a diventare ribelle ed a schierarsi con i contadini contro l'Impero nella guerra del 1525 . Con questo racconto Johann Wolfgang compì una rottura con la forma di teatro precedente e con la revisione compiuta nel 1773 alleggerì notevolmente l'opera ; grazie a questo Goethe ottenne il primo vero grande successo.
Il Götz von Berlichingen fu il primo dramma tedesco moderno, ad aprire il filone del teatro storico-popolare. Durante il quinquennio iniziato a Strasburgo e conclusosi con la partenza per Weimar, la sua produzione lirica fu una prolusione di frutti miracolosi, di una personalità intrisa di passione e di saggezza, di nostalgia di infinito e di attaccamento alla terra. Le opere spaziarono dall'ingenuità popolaresca di Rosellina della landa (Heidenröslein), alla grazia settecentesca di Piccole foglie, piccoli fiori (Kleine Blumen, Kleine Blätter).
Goethe raggiunse una sbalorditiva padronanza della forma e diresse i suoi sforzi verso una totale spiritualizzazione della natura, risultato ottenuto splendidamente nel Canto di Maometto (Mahomets Gesang). Scrisse anche alcune commedie e farse denotanti il gusto per il quadro pittoresco e la lingua parlata dal popolo (Il satiro, La fiera di Plundersweiler, ed altre).
Questo periodo geniale portò anche alla composizione delle scene del Faust (Urfaust), ad indicare il nucleo più antico di quest'opera. L'Urfaust racchiude le parti poeticamente più alte, originali e potenti, i brani lirici più belli come le canzoni di Gretchen. Nel 1772 tornò a Francoforte. In quegli anni strinse amicizia con Johann Kaspar Lavater, Friedrich Heinrich Jacobi ed i fratelli Stolberg, indi, nel 1774, si fidanzò con Lili Schönemann.
In questo periodo pubblicò Prometheus, Satyros, Peter Brey, la satira Götter, Helden und Wieland (Dei, eroi e Wieland), le poesie a Lili, i drammi Clavigo ed in seguito Stella. In quell'anno apparì Die Leiden des jungen Werthers (I dolori del giovane Werther). Il successo del romanzo derivò dall'immedesimazione della sua generazione nel protagonista e dal riconoscimento dei diritti del cuore contro le leggi dell'etica e della società. Il romanzo con la sua potente carica emotiva fu fondamentale per la comprensione della personalità del sommo poeta.
Dopo la pubblicazione del Werther, per Goethe fu l'apoteosi e divenne l'indiscusso capogruppo della nuova poesia del celeberrimo Sturm und Drang. Mai come in quel momento fu così vicino alla felicità, anche in campo sentimentale. Nonostante tutto ciò, la prospettiva di una vita matrimoniale con Lili nel frivolo, ricco e convenzionale ambiente della sua famiglia gli sembrò una schiavitù per il suo spirito in continuo movimento. Nelle poesie a Lili Sul lago (Auf dem See), si poté già trovare il travaglio che accompagnò la nascita di una nuova personalità.
Il 7 novembre 1775 Goethe venne chiamato a Weimar come precettore di Carlo Augusto, Duca di Saxe-Weimar e l'anno successivo venne nominato consigliere segreto di legazione. Gli anni che vanno dal 1776 al 1788 furono segnati dall'amicizia con Charlotte von Stein, donna che si impegnò ad educarlo ai compiti che lo avrebbero atteso come precettore e poi come consigliere del duca.
Charlotte von Stein dovette innanzitutto trasformare l'illustre poeta in un uomo di mondo, poi ridurre il viziato idolo del momento in un uomo rispettoso delle regole di vita esistenti nel ristretto e selezionato ambiente in cui viveva la duchessa Anna Amalia. Questi insegnamenti di equilibrio, misura ed autodominio, che furono la base della sua evoluzione, vennero ben accettati da Goethe pur costandogli considerevoli sforzi e sacrifici.
I primi dieci anni trascorsi a Weimar, caratterizzati da una certa povertà nella produzione poetica, indicarono proprio questa sua lenta trasformazione. In quegli anni vi furono opere ancora improntate dalla sua poesia precedente, quali per esempio I canti di Mignon inclusi nel Meister, le due ballate Il pescatore (Der Fischer) ed Il re degli elfi (Erlkönig), e lo stupendo Canto notturno del viandante (Wanderers Nachtlied) poesia nella quale l'anima del poeta lentamente si sostituiva al cuore capriccioso che aveva dominato la produzione precedente.
La ricerca della verità ultima dell'anima dominò altre composizioni; scrisse infatti il Canto degli spiriti sopra le acque (Gesang der Geister über dem Wasser), i Limiti dell'umano (Grenzen der Menschheit) ed Il divino (Das Göttliche). In quel periodo (dal 1777 al 1785) Goethe compose anche il romanzo La missione teatrale di Guglielmo Meister (Wilhelm Meisters theatralische Sendung) ed il dramma, del 1779, Ifigenia in Tauride (Iphigenie auf Tauris). Quegli anni, inoltre, lo videro impegnato su diversi fronti come consigliere ministeriale per gli affari militari, per la viabilità, per le miniere e la pubblica amministrazione.
Fu anche sovrintendente ai musei, e nel 1782 venne insignito del titolo nobiliare. Quel periodo di radicali cambiamenti e senza dubbio negazione di se stesso, finì quando Goethe, nel 1786, all'insaputa di tutti, fuggì in Italia. Trascorse così due anni di piena felicità, nel duplice appagamento dei sensi e dello spirito, grazie all'amore ed all'incanto della civiltà antica. Il paesaggio, l'arte ed il carattere del popolo italiano incarnarono il suo ideale di fusione di spirito e sensi. Qui egli riuscì a dare la forma definitiva all'Ifigenia in Tauride, che scritta in prosa, trovò il suo compimento nel Blankvers o pentapodia giambica.
Quest'opera venne giudicata il vangelo del moderno umanesimo. Questo dramma, come tutti i drammi di Goethe, fu una tragedia solo in potenza, infatti Ifigenia avrebbe salvato il fratello dalla follia e Toante dall'ingiustizia, ma soprattutto, grazie alla propria forza morale, avrebbe trionfato sul destino e mantenuto la propria libertà. Un altro esempio di questo peculiare intendere il dramma, fu il Torquato Tasso, altra opera portata a termine in Italia, nel quale lo scrittore tedesco celebrò nel poeta italiano il proprio demone giovanile.
Nel 1788 tornò a Weimar dove trovò una fredda accoglienza. La pubblicazione delle Elegie romane (Römische Elegien), racconto del periodo italiano, suscitò indignazione, come anche la sua relazione con Christiane Vulpius, una modesta fioraia, che in seguito sposò. L'insieme degli eventi chiuse Goethe in una sorta di isolamento sociale, ma soprattutto spirituale. La consapevolezza di essere incompreso e la dolorosa coscienza della propria momentanea aridità poetica lo portarono ad un disprezzo e ad un rifiuto di tutto ciò che fosse lontano dal proprio modo di pensare. La crisi di quegli anni fu gravissima, ma come già in passato, nel 1794, la comparsa e l'amicizia di un uomo quale Friedrich Schiller, lo salvò da tale situazione. Dal 1794 si dedicò principalmente alla letteratura, e dopo una vita di straordinaria fecondità creativa morì nel 1832 a Weimar.


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