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Hírek

Rilke, Rainer Maria oldala, Olasz életrajz

Rilke, Rainer Maria portréja
Rilke, Rainer Maria
(1875–1926)

Életrajz

Rainer Maria Rilke (Praga, 4 dicembre 1875 - Valmont, Svizzera, 29 dicembre 1926) è stato un poeta austro-tedesco di origine boema. Egli è oggi considerato il più importante poeta di lingua tedesca del XX secolo. Autore di opere sia in prosa che in poesia, è famoso soprattutto per i Sonetti a Orfeo, le Elegie duinesi (scritte durante il soggiorno a Duino) e i I quaderni di Malte Laurids Brigge.
Discendente dalla borghesia cattolica di Praga (anche se il poeta sostenne di avere una origine nobiliare), trascorre infanzia e adolescenza infelici, nel 1884 i genitori si separano, Rilke fra gli undici e i sedici anni è costretto a frequentare l'accademia militare soprattutto per assecondare le aspirazioni del padre, fonte per lui di penoso ricordo. Il tutto provoca in lui l'inestirpabile sensazione di essere un "senza dimora" (Unbehauster Mensch).
Abbandonata la scuola si iscrive all’università di Praga e continuò i suoi studi a Monaco di Baviera e a Berlino. Comunque Praga, la sua città natale, fornisce il clima e lo sfondo alle sue prime poesie, melanconiche e musicali, raccolte in Vita e canti (1894) e Offerta ai lari (1896). Nel 1897 conosce Lou Andreas-Salomè, moglie di uno studioso berlinese, /lei vorrà chiamarlo Rainer creando così un'assonanza con l'aggettivo tedesco 'rein' che significa 'puro', questo anche in sintonia con il suo secondo nome 'Maria'. . Nel 1901 sposa la scultrice Clara Westhoff, allieva di Auguste Rodin, e da lei ha una figlia Ruth, ma poco dopo la nascita della figlia il matrimonio si scioglie. Del 1906 è la notissima "Canzone d'amore e di morte dell'Alfiere Cristoforo Rilke", da cui si effonde, con musicale ebrezza, una nostalgica sete di vita e consapevolezza della morte.
Dopo un viaggio in Russia, per la cui immensità provò un lirico entusiasmo, pubblica, nel 1904, le "Storie del buon Dio", pervase da un lieve umorismo, ma che testimoniano la sua fervida sete di Dio. Le sue opere da questo momento in poi, dopo un suo viaggio a Parigi, dove fra l'altro collabora con Rodin, e il conseguente influsso delle avanguardie artistiche che operavano in questa città, testimoniano una nuova concezione del reale: una sorta di panteismo alla rovescia che vede il mondo come aspirazione dell’essere assoluto.
I "Quaderni di Malte Laurids Brigge" (1910), scritti in una prosa nuova e originale, ruotano intorno al problema di dare un contenuto reale alla propria esistenza nella solitudine di una vita tutta ripiegata su se stessa e inaugurano assieme alle contemporanee opere di Robert Musil la moderna prosa di ricerca.
Del 1923 sono, invece, le "Elegie duinesi" e i "Sonetti a Orfeo" in cui il poeta canta la sua adesione al cosmo, e in cui egli sembra voler affermare che la missione della poesia è di celebrare la vita dell'uomo come vita di un'anima che glorifica il mondo che è animato dal soffio della divina purezza. Muore di leucemia il 29 dicembre 1926 a Valmont (Montreux).


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